sabato 1 aprile 2017

Giancarlo Ratti tra televisione, teatro e radio

Giancarlo Ratti è entusiasta di tornare al San Babila, teatro in cui ha debuttato, neodiplomato alla Scuola del Teatro dei Filodrammatici di Miano. Ora è in scena con Cancun di Jordi Galceràn dal 4 al 9 aprile 2017.


Racconta Giancarlo Ratti: “Cancun è un commedia molto divertente che riserva grandi soprese e sono contento di essere in scena con un amico, Blas Roca Rey, e con due colleghe come Pamela Villoresi e Nicoletta Della Corte. Siamo due coppie di sposi, amici che da venticinque anni condividono le vacanze e, questa volta, hanno deciso di recarsi in una spiaggia del Messico, a Cancun. Il mio personaggio è Giovanni, sposato con Francesca, interpretata da Pamela Villoresi, mentre l’altra coppia è composta da Paolo (Blas) e Laura (Nicoletta). I quattro amici rievocano il momento in cui, venticinque anni prima, si sono conosciuti, quando le coppie non erano ancora formate.  Inizia così un gioco attraverso il quale ognuno di noi interpreta nuovi personaggi, immaginando nuove situazioni che avrebbero potuto accadere se le coppie non si fossero formate in questo modo.
Quindi attribuisco diverse sfumature al mio personaggio, prima sono un po’ superbo, poi divento gioviale, burlone, sempliciotto, godereccio, anche un seduttore, anche se un seduttore impacciato! Sono molto contento di esibirmi al San Babila, perché è il teatro in cui, appena diplomato alla Scuola del Teatro dei Filodrammatici, ho debuttato con la compagnia Bosetti-Pagliai-Borboni in Tartufo di Molière. Sono ritornato poi con un testo di Roberto Cavosi sui missionari nelle Filippine che ha richiamato al San Babila, oltre al consueto pubblico, anche molti religiosi! Ora aspetto di debuttare il 4 aprile con Cancun!”

Giancarlo Ratti, che da molto frequenta il teatro oltre alla televisione  e alla radio, spiega come considera la situazione del teatro e di chi lavora nello spettacolo al giorno d'oggi: "Io mi ritengo fortunato di aver frequentato i Filodrammatici e, quando ho iniziato a lavorare,  ho conosciuti varie tipologie di compagnie teatrali: quelle con i grandi nomi, come Giancarlo Sbragia, Enrico Maria Salerno, Giulio Bosetti, tutti attori che recitavano da ottobre a maggio in teatro e facevano poi sceneggiati televisivi;  poi si stava diffondendo il teatro d’avanguardia, come quello di  Carmelo Bene e di  Giuliano Vasilicò; inoltre ,esisteva il teatro politico come quello di Dario Fo alla Palazzina Liberty. Il teatro allora era molto vivo e c’era  meno offerta televisiva. Io mi sono formato con attori di tradizione, ho avuto Ernesto Calindri come maestro, che si esibiva sempre anche al San Babila.

Ora il teatro sta cambiando, le compagnie hanno sempre tournée più brevi, quindi gli attori devono anche dedicarsi ad altro: le televisioni private hanno portato nuove opportunità di lavoro per organizzare tutti  i palinsesti, così molti attori, spaziano dal teatro, alla televisione e anche alla radio. Io, per esempio, ho provato a fare il doppiaggio, ma non  mi era congeniale, mentre, grazie ai Filodrammatici che avevano un canale preferenziale, ho iniziato a recitare negli sceneggiati alla radio, lavorando, tra gli altri, con Franca Nuti, Giancarlo Dettori, Giulia Lazzarini, e ora proseguo a lavorare in radio anche se con un’altra veste in Il ruggito del coniglio. Inoltre anni fa ho superato diversi provini e sono stato scelto per la fiction I Cesaroni con Claudio Amendola, in cui interpretavo Barilon, un padovano, trapiantato alla Garbatella di Roma e questo ruolo mi ha divertito molto, oltre a darmi popolarità.  Mi ricordo quando il regista Vicario, mi ha chiamato per annunciarmi che avevo superato la selezione finale: stavo guardando i miei bambini fare ginnastica, e così ho chiamato subito  mia moglie che mi ha ammonito: “Avverti Alessandro Gassmann!” infatti stavo per iniziare un nuovo lavoro con lui. Certe volte bisogna fare delle scelte in pochi secondi!»

venerdì 31 marzo 2017

Blas Roca Rey in Cancun al San Babila


Blas Roca Rey con Pamela Villoresi , Giancarlo Ratti     Nicoletta Della Corte interpreta CANCUN di Jordi Galceràn con la regia di Marco Mattolini, dal quale è stato diretto  anche nella scorsa stagione, con Massimo Dapporto in Ladro di razza di Gianni Clementi,  con la produzione Teatro San Babila e Fama Fantasma Srl.
Racconta infatti Blas Roca Rey: “Quando La Contrada mi ha sottoposto il copione di Cancun, mi ha subito entusiasmato, perché conoscevo già il testo, quindi  ho aderito con gioia, fin dalla prima edizione teatrale con Mariangela D’Abbraccio, poi ora, per il debutto milanese e per le repliche romane, è entrata nel cast Pamela Villoresi, attrice straordinaria, che, in soli sei giorni di prove, ha costruito il suo personaggio alla perfezione, rivelandosi molto adatta a questo ruolo. Il mio personaggio è un po’ complicato, visto che la trama ruota attorno a una serie di colpi di scena, e il mio ruolo è in continuo cambiamento così da poter offrire una serie di possibilità interpretative che lo rendono stimolante. Sono, inoltre, felice di esibirmi a Milano, città che, come Roma, Torino, Genova, offre molte possibilità di intrattenimento agli spettatori, perciò sentirsi scelti fra tante proposte, è una bella soddisfazione. Anche quando ci esibiamo in provincia il pubblico è calorosissimo, perché essendoci spesso un solo teatro, con una sola stagione la gente ci accoglie a braccia  aperte e spesso si possono incontrare veri e propri appassionati ed intenditori di teatro.”
 
Blas Roca Rey, che si è esibito spesso anche al cinema e a teatro, spiega: “sono due facce dello stesso lavoro, ma anche modalità molto diverse di lavorare: al cinema o in tv lavori sulle singole scene e devi, in pochi minuti, dare il meglio di te, come un velocista per usare una metafora sportiva, mentre in teatro devi essere un maratoneta, cioè dare il meglio per tutta la durata dello spettacolo e della tournée.  Ai giovani che vogliono dedicarsi al teatro consiglio di osare, cercare nuovi testi, non fossilizzarsi nei classici e dedicarsi a questo lavoro con dedizione ed entusiasmo, come facciamo noi.”
 

giovedì 30 marzo 2017

Pamela Villoresi ritrova il suo pubblico a Milano


Dal 4 al 9 aprile 2017 al Teatro San Babila Pamela Villoresi è protagonista, con Blas Roca Rey, Giancarlo Ratti, Nicoletta Della Corte, di Cancun di Jordi Galceràn, con la regia Marco Mattolini e la produzione di La Contrada Teatro Stabile di Trieste.


La divertente commedia dell’autore catalano racconta di due coppie di amici che vanno in vacanza insieme a Cancun, forti della loro ventennale amicizia, ma la convivenza si rivelerà piena di divertenti soprese.

Pamela Villoresi, beniamina del pubblico, torna in teatro proprio per interpretare Cancun, come racconta: «avevo preso un anno sabbatico dal teatro per dedicarmi al cinema, infatti ho due film in uscita, uno con Alessandro Haber, l’altro con Milena Vukotić e Piera Degli Esposti, ma poi mi hanno sottoposto questa commedia, molto intelligente, deliziosa, spiritosa che fa anche molto riflettere, infatti l’incipit, secondo me, potrebbe essere quella famoso frase di Shakespeare “non bisogna sognare troppo perché poi i sogni si avverano e  ti colgono di sorpresa”. Infatti racconta di due coppie di amici che, complice una notte in cui bevono un po’ troppo, esprimono i desideri inespressi che rischiano di turbare la loro vita quotidiana. Se pensiamo infatti alla società in cui viviamo, rincorrendo desideri effimeri, si rischia di scoprire che non si vuole realmente quello che si sogna. Inoltre, con i miei colleghi mi diverto moltissimo, sono molto spiritosi e, a volte, durante le prove ridevamo così tanto che non riuscivamo neppure ad andare avanti a recitare. Ogni tanto mi diverte infatti tornare a recitare in ruoli comici. »

Per Pamela Villoresi è sempre emozionate tornare a Milano, la città in cui si è esibita quando era diciottenne al Piccolo Teatro con Giorgio Strehler, con il quale ha poi collaborato per molti anni, come ricorda: «il mio pubblico è a Milano, quel pubblico che ogni volta che ritorno mi comunica affetto e simpatia. Da quando Giorgio è morto al Piccolo c’è un’altra famiglia e molti di noi sono esclusi, ma quando ci vado le maestranze - portieri, sarte, tecnici -  e gli spettatori mi riconoscono e mi festeggiano, per loro sono sempre Pamelina, la ragazzina che ha debuttato lì. A Milano, inoltre, ho vissuto per anni, i miei figli hanno frequentato qui le scuole, ora mia figlia minore lavora nella Casa della Carità con don Colmegna, inoltre qui ho amici storici intramontabili. Quando sono a Milano provo un sentimento duplice: nostalgia per quel meraviglioso e superlativo teatro che ho vissuto e fatto per molti anni, e che non esiste più, ma anche la gioia di sentirmi a casa, grazie appunto al mio pubblico che mi segue a teatro sempre con molto affetto, e che ora aspetto al Teatro San Babila.»

domenica 19 marzo 2017

Al San Babila grande successo per Qualche volte scappano

Oggi  19 marzo, ore 15:30, ultima replica di Qualche volta scappano con Rosita Celentano, Pino Quartullo e Attilio Fontana. Una divertentissima commedia ma anche una riflessione sul ruolo che gli animali domestici occupano nelle vite dei loro proprietari.

Fra il numerosissimo pubblico tanti ospiti vip...li riconoscete?







martedì 14 marzo 2017

Il video di presentazione girato in camerino da Attilio Fontana

Un eccezionale backstage! Il video degli attori di Qualche volta scappano girato da Attilio Fontana nel camerino del Teatro San Babila a pochi minuti dal debutto milanese.


Rosita Celentano- Pino Quartullo- Attilio Fontana vi presentano lo spettacolo: vi divertirete

sabato 11 marzo 2017

Pino Quartullo attore e regista al San Babila

 

Dal 14 al 29 marzo l’attore e regista Pino Quartullo con Rosita Celentano e Attilio Fontana è protagonista e regista, al Teatro San Babila,  di Qualche Volta Scappano, testo da lui adattato dalla commedia Toutou di Daniel Besse e Agnès Besse.


 
Pino Quartullo interpreta Alessandro, marito di Marzia (Rosita Celentano), che quando gli scappa il suo adorato Toutoù, inizia a mettere in discussione tutte le sue certezze, temendo che il cane se ne sia andato volontariamente. La trama riserva molte sorprese come spiega Quartullo: «è una commedia francese che ho letto e mi ha molto colpito, perché tratta il rapporto con i propri animali domestici; l’animale domestico, in particolare il cane della commedia, diviene metafora della volontà di fuga di ognuno di noi nella vita di coppia, ma anche nel rapporto uomo e animale. La sua fuga dalla casa in cui vive infatti è vista dai coniugi come un volontario allontanamento, suscitando così una serie di discussioni tra marito e moglie. Nella commedia, tra rivolgimenti e soprese, il pubblico segue le varie fasi della storia che è molto coinvolgente. Ho preso i diritti del testo originale e ho cambiato il titolo, ambientandolo a Milano, perché mi sembrava più pertinente per la nostra versione; inoltre ho cambiato alcuni particolari: Alessandro e Marzia si sono conosciuti a Genova durante una missione umanitaria e hanno trovato il cane che poi hanno portato con loro, e che diviene simbolo di un momento particolare delle loro vite. Ho scelto Rosita Celentano e Attilio Fontana, che interpreta Paolo, un amico della coppia, attori bravissimi che conoscevo da tempo. Attilio ha dimostrato la sua duttilità anche in Tale e quale show, mentre Rosita debutta con grande bravura in teatro e poi è anche un’esperta, in particolare di cani, tanto che con il suo compagno conduce una trasmissione radiofonica dedicata agli animali.»



Pino Quartullo, che, oltre a dirigere i suoi attori in scena, insegna anche recitazione all’Accademia Act Multimedia a Cinecittà a Roma, afferma: «ai giovani consiglio di studiare e di essere prepararti tecnicamente, così da poter far vedere le proprie capacità, non devono aspettare occasioni speciali per farsi notare, o aspettare di essere chiamati, i giovani devono essere propositivi, devono proporre qualcosa di nuovo, coltivare nuove idee. Inoltre, consiglio a coloro che vogliono fare il mestiere di attore di cercare dentro se stessi e nella sfera emozionale dei personaggi che interpretano la giusta modalità di caratterizzare il proprio personaggio.» Ar. C.

venerdì 10 marzo 2017

Rosita Celentano a teatro con il suo amore per gli animali


Al Teatro San Babila, il 14 marzo Rosita Celentano con Qualche volta scappano debutta in teatro, al fianco del regista e attore Pino Quartullo e all'attore e cantante Attilio Fontana in una divertente commedia in cui emerge il suo amore per gli animali, tanto che in scena si esibisce con una altro debuttante, il suo cane nel ruolo di Toutoù, attorno alla cui fuga da casa ruota la commedia. Infatti Rosita interpreta Marzia, sposata con Alessandro (Pino Quartullo), che quando perde il suo cane, suggestionata dall’amico Paolo (Attilio Fontana) teme che esso sia scappato volontariamente.

 
 

“Il mio personaggio mi è stato cucito addosso: conosco Quartullo da molti anni, ma con questa commedia brillante mi ha convinto a recitare in teatro, perché uno dei personaggi è proprio un cane! Io mi adopero per i diritti degli animali e il mio compagno, Angelo Vaira, è un istruttore cinofilo. Ho deciso così di interpretare il personaggio di Marzia: possiede da sei anni un meticcio, che ha salvato durante una missione umanitaria, così impazzisce dal dolore quando scopre che, una sera il cane, dopo essere uscito con suo marito, è scappato, quindi i due coniugi iniziano a pensare se il cane gli abbia abbandonati! Ho sempre voluto fare l’attrice, anche se prima pensavo al cinema, e quando mi facevano le proposte per il teatro non mi convincevano mai, fino a che ho scelto di essere diretta da Quartullo perché è un ottimo regista, molto generoso, so come lavoro, mi sono poi trovata nel posto giusto al momento giusto, anche forse perché prima non ero davvero pronta neppure io per il teatro.»
 
E cosa prova a debuttare al Teatro San Babila, a Milano, la sua città?
«Io adoro Milano, negli ultimi anni è migliorata moltissimo, anche i milanesi si danno da fare per rendere la città sempre più vivibile. Se vivi e lavori a Milano, hai tanti servizi, mezzi pubblici che funzionano, puoi scoprire zone nuove e moderne, trovare  continue novità culturali,  artistiche, nuovi negozi, puoi scegliere tra moltissimi locali e ristoranti. Sono contenta di recitare a Milano, sono curiosa di vedere come ci accoglieranno gli spettatori; nel pubblico ci saranno anche tanti miei amici e, per me, sarà una festa. In generale nella vita io non mi aspetto nulla, ma sono curiosa di sapere come qui percepiranno la commedia. Tuttavia sono convinta che piacerà perché è talmente bella che non potrà che stupire, quindi vi aspetto al San Babila!» Ar. C.

 

 

giovedì 9 marzo 2017

Attilio Fontana al Teatro San Babila

Dal 14 al 29 marzo 2017 al Teatro San Babila, Pino Quartullo, Rosita Celentano, Attilio Fontana debuttano in Qualche volta scappano dalla commedia Toutou di Daniel Besse e Agnès Besse, con l’adattamento e la regia di Pino Quartullo.


 Nella divertente commedia Qualche volta scappano Attilio Fontana è Paolo, amico di una coppia, Marzia (Rosita Celentano) e Alessandro (Pino Quartullo) a cui è scappato l’adorato cagnolino Toutoù. Paolo-Attilio Fontana, con ironia e una divertente parlata toscana, insinua nei suoi amici il dubbio che il loro cane abbia voluto abbandonarli, scatenando divertenti equivoci. Attilio Fontana, che ha iniziato la sua carriera nello spettacolo come cantante nel gruppo I ragazzi italiani e poi come solita, si è dedicato anche al musical, grazie all’opera moderna Tosca. Amore disperato scritta dall’indimenticabile Lucio Dalla. “Fin da giovanissimo mi sono dedicato alla recitazione, che era la mia passione – racconta Attilio - ho fatto diversi spettacoli di ricerca a Roma, poi, dopo aver terminato la collaborazione con I ragazzi italiani, mi sono riavvicinato al teatro. Ho recitato in alcuni musical come Hair, con la regia di regia di Giampiero Solari, Actor Dei, un recital con la regia di Federico Caramadre Ronconi, e Il Pianeta Proibito con la regia di Luca Tommassini. Continuo a studiare recitazione, insieme al mio coach, l’argentino, Juan Carlos Corazza e mi piace sperimentare nuove forme di teatro e spettacolo. Dopo la vittoria dello show di Rai Uno, Tale e Quale Show ho acquisito maggiore visibilità e quindi ora vaglio con attenzione le proposte che mi vengono fatte e scelgo in base ai miei interessi. Quando Pino Quartullo mi ha proposto Qualche volta scappano, ho accettato subito, poiché il mio personaggio è folle, invadente e irruento, completamente diverso da me, e, secondo le indicazioni del regista, parla toscano, quindi per me è stata una nuova sfida, per ora vinta, dato che in Toscana mi hanno fatto i complimenti. Il mio personaggio vi piacerà, poiché provoca disordine e situazioni che faranno divertire il pubblico. Quartullo, con la sua esperienza in teatro, sta tirando fuori da me nuove corde interpretative; grazie a lui per esempio ho capito meglio alcuni meccanismi che bisogna fare scaturire dalla commedia e che spesso vengono dati per scontati.”
Attilio Fontana, che dopo il successo del reality Tale e Quale Show, in cui ha conosciuto anche Clizia Fornasier con la quale ha avuto a giugno un bellissimo bambino, Blue, spiega: “Tale e Quale mi ha dato l’occasione di recitare come performer, propone un tipo di lavoro intrigante, di qualità dietro al quale ci sono tante prove e si imparano tante tecniche interpretative. Quindi mi interessava molto  parteciparvi, ho rifiutato invece altri reality, ma Tale e quale è stato l’occasione per fare conoscere al grande pubblico il baule di conoscenze messe da parte in questi anni. e impararne altre.” Ar. C.

venerdì 3 marzo 2017

Le video interviste al protagonista e al regista di L'inquilina del piano di sopra

Le video interviste a Ugo Dighero, protagonista della divertente commedia L'inquilina del piano di sopra, di Pierre Chesnot, e al regista Stefano Artissunch. La commedia interpretata anche da Gaia De Laurentiis, è in scena al teatro San Babila fino a domenica 5 marzo. Guardate i video cliccando sul link in azzurro:

Ugo Dighero: vi aspetto a teatro

Stefano Artissunch: la mia regia

martedì 21 febbraio 2017

Il prof. Ugo Dighero scopre l'amore al San Babila


Ugo Dighero, insieme a Gaia De Laurentiis, sarà in scena al Teatro San Babila dal 28 febbraio al 5 marzo 2017 con L'inquilina del piano di sopra di Pierre Chesnot, con la regia di Stefano Artissunch.

 

Ugo Dighero, nato a Genova, formatosi alla Scuola del Teatro Stabile, noto al pubblico televisivo e teatrale per le sue numerose interpretazioni presenta il suo personaggio in L’inquilina del piano di sopra: «sono un professore universitario, misogino dedito alla costruzione di pupazzi e macchinari, ma quando la vicina di casa gli allaga la casa e viene a trovarlo, lui inizia a protestare, ma a poco a poco, attraverso una serie di divertenti colpi di scena, scopre l’amore. La ragazza, interpretata da Gaia De Laurentiis, infatti alla soglia dei quarant’anni, ha deciso infatti di accettare come innamorato il “primo che passa” e così, mentre all’inizio i due si detestano, un po’ alla volta scoprono l’uno il mondo dell’altro, infatti uomini e donne sono sempre due mondi alieni. I protagonisti della nostra commedia sono due solitudini che si esplorano e poi si incontrano.»

La regia è di Stefano Artissunch e, come sottolinea Dighero, il regista ha utilizzato alcune accortezze per rendere il testo più accattivante, tra cui l’utilizzo della scenografia funzionale a creare i due appartamenti: «il regista ha avuto la fantastica idea di dare una cifra poetica all’ambientazione, creando un luogo che non è concreto, ma suggerisce l’idea delle sue case, levando il salotto borghese e creando così un effetto più efficace e coinvolgete per la vicenda.»

Dopo diversi programmi televisivi, tra cui Tunnel, Avanzi, Mai dire gol, Dighero ritiene che oggi la comicità in televisione sia in un «momento di transizione, poiché mancano programmi specifici come Zelig o prima Quelli della notte – e prosegue – oggi i sarebbe bello se i giovani si avvicinassero di più anche al teatro, mentre io che faccio molte tournée, in sala vedo pochissime persone sotto i 30 anni. Certo i ragazzi oggi hanno altre esigenze e altre percezioni, non guardano più neppure la televisione, ma sono sempre su internet, così per loro ci vogliono spettacoli adatti che li appassionino, o non entreranno più in teatro!  Mentre oggi la televisione è un’arma a doppio taglio, può veicolare messaggi importanti, ma deve essere un servizio utile, mentre spesso tende ad appiattirsi.»
E ricordando Genova, la sua città natale dice: «Genova possiede una grandissima tradizione teatrale con il Teatro Stabile, l’Archivolto, il Teatro della Tosse. Inoltre la Scuola di Teatro dello Stabile, come ogni scuola teatrale, è un’ottima formazione, un modo per confrontarsi con il proprio talento, studiando e osservando il mondo circostante, certo oggi purtroppo per ogni attività culturale non è un buon momento, ma il pubblico continua a venire a teatro e perciò ora vi      aspettiamo al San Babila.» Ar.C.

mercoledì 15 febbraio 2017

Le video interviste a Stefano Messina

L'attore e regista Stefano Messina nelle video interviste realizzate nel camerino del Teatro San Babila presenta Terapia di gruppo in scena fino a domenica 19 febbraio e vi invita a teatro.


Cliccate sul link in azzurro per  vedere le videointerviste:

Stefano Messina vi presenta  Bob

La compagnia Attori & Tecnici : raccontata da Messina

Vi aspettiamo al San Babila per una "terapia di gruppo"

Carlo Lizzani: il mio analista in giacca di pelle

L'attore Carlo Lizzani in Terapia di gruppo di Christopher Durang in scena la Teatro San Babila fino al 19 febbraio 2017 è un originale analista.


Lizzani, che da anni collabora con il regista dello spettacolo Stefano Messina, con cui si è diplomato all'Accademia Drammatica Silvio D'Amico, racconta " il mio personaggio è un analista in una commedia che propone una parodia degli analisti. Io giro con il giubbotto di pelle e con le borchie e mi comporto in modo anticonvenzionale. Vi stupirò!"

Guardate la video intervista a Lizzani : il mio personaggio e la mia collaborazione con la compagnia
 

mercoledì 8 febbraio 2017

Stefano Messina presenta Terapia di gruppo





Stefano Messina dirige Terapia di gruppo di Christopher Durang, in cui recita insieme ad Annalisa Di Nola, Carlo Lizzani, Sebastiano Colla, Crescenza Guarnieri, Valerio Camelin. La divertente commedia è in scena al teatro San Babila dal 14 al 19 febbraio 2017.


Stefano Messina, diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, da tempo si dedica alla regia, e alla recitazione e il 14 febbraio, come socio della Compagnia Attori e Tecnici, debutta a Milano con Terapia di gruppo di Christopher Durang.  Racconta: «avevo il testo nel cassetto da tempo, poiché mi ha sempre incuriosito e affascinato, ma per una serie di motivi è rimasto da parte, ora con i membri della nostra compagnia che è cooperativa in cui le decisioni vengono prese insieme, facciamo una vera “terapia di gruppo”, sappiano cosa vuol dire confrontarsi e far valere la propria idea. Così ci siamo messi d’accordo e abbiamo scelto questo testo che era stato scritto nel 1985, superato l’iniziale timore che le tematiche che andavano di moda negli anni Ottanta fossero superate. Togliendo i riferimenti a quel tipo di epoca e attribuendo importanza all’analisi del testo, costruito sulle relazioni fra individui, e che scava bene nei rapporti umani, ci si accorge che nonostante siano passati 30 anni, la nevrosi, la fragilità in una grande metropoli sono di attualità sconvolgente: infatti il testo affronta la paura della solitudine e la paura di amare con ironia attraverso la caratterizzazione dei protagonisti, che cercano il principe azzurro, che non esiste, ma  il gruppo e il confronto fa loro aiuta a tirare fuori il singolo dalle nevosi contemporanee, grazie a una grandissima dose di ironia e comicità; Durang utilizza un’ironia moto intelligente e raffinata, che ricorda Woody Allen: infatti l’ironia diviene un antidoto ai mali del mondo, prendendo in giro le ansie e le paure dei personaggi in cui ci si può immedesimare. Così in una città caotica come Milano una serata con il nostro spettacolo al Teatro San Babila consentirà al pubblico di divertirsi e riflettere.»
Messina, che ha diretto tra gli altri, testi di autori contemporanei come Ricci & Forte, Gianni Clementi, afferma: «si valuta la scelta del testo da allestire, cercando sempre di raccontare il mondo in cui viviamo, si può fare anche con Eschilo, ma bisogna trovare motivazioni utili a raccontare il mondo in cui viviamo poiché il teatro ha il compito di far riflettere. Quando dirigo e recito in uno spettacolo,  il lavoro è più complicato, anche se mi avvalgo di collaboratori preziosi, e attori di esperienza che mi consentono anche di scendere in platea ad osservare il loro lavoro, come è necessario per un regista. Inoltre scelgo un significativo spazio scenico, come in Terapia di gruppo in cui le scenografie iperrealiste di Alessandro Chiti divengono perfette per creare un luogo della mente concettuale, dato che parliamo di analisi di quello che accade nella mente dei personaggi.»
«Se un giovane vuole avvicinarsi al teatro, una scuola che faccia fare pratica è fondamentale – prosegue -  la cultura teatrale va imparata, bisogna studiare il teatro, ed io, frequentando l’Accademia Silvio D’Amico, ho incontrato maestri che mi hanno segnato in modo profondo, poi il mestiere si impara facendolo. E un bravo attore deve saper comunicare con il pubblico e non dimenticare che deve diventare tramite efficace del messaggio dell’autore.” Ar.C.

mercoledì 1 febbraio 2017

Le video interviste al cast di "Cuori scatenati"

Diego Ruiz, Francesca Nunzi, Maria Lauria e Sergio Muniz presentano nelle video interviste i loro personaggi in Cuori scatenati di Diego Ruiz nelle videointerviste realizzate sul palcoscenico del teatro San Babila prima del debutto. La divertentissima commedia è in scena fino al 5 febbraio 2017.

Cliccate sul link in azzurro per vedere i video:

Diego Ruiz: autore e drammatugo

Sergio Muniz: sono Sergio


Francesca Nunzi: "la mia irresistibile Chicca "

Maria Lauria: "la mia Maria vi stupirà"
 
 
 
 
 

giovedì 26 gennaio 2017

Sergio Muniz al Teatro San Babila


Dal 31 gennaio al 5 febbraio, al Teatro San Babila, debutta Cuori scatenati, la nuova commedia di Diego Ruiz, attore e drammaturgo, esperto nel mettere in scena complicati e divertenti rapporti di coppia. Fra i protagonisti, Francesca Nunzi, Diego Ruiz, Maria Lauria e Sergio Muniz che si racconta.

 
Sergio Muniz, diventato noto in Italia nella seconda edizione de L’isola dei Famosi nel 2004, e, dopo aver recitato in diverse fiction e al cinema, si dedica da tempo al teatro, sia nei musical, tra cui Full Monty - il musical, diretto da Massimo Piparo, sia in prosa (come recentemente Tr3s, regia di Chiara Noschese e Arsenico e vecchi merletti, regia di Giancarlo Marinelli).


Sergio Muniz racconta che, quando ha conosciuto il divertente teatro scritto e interpretato da  Diego Ruiz, ha deciso di lavorare con lui: “il mio produttore mi ha messo in contatto con Ruiz e, quando ho visto come lavora, anche senza leggere il testo della nuova commedia, che mi ha proposto,  ho accettato, avendo capito come domina e conosce bene i meccanismi del teatro. Ruiz scrive commedie politically correct, senza battute volgari e senza parolacce, non esprime una morale, ma mette in luce le esperienze umane e i rapporti di coppia attorno ai quali si muove il meccanismo comico, e poi porta il pubblico  a riflettere divertendosi.”
 

Muniz, che si è esibito anche nei musical, prosegue: “io sono un attore, ma mi piace anche cantare, ho già inciso due cd, e perciò sono contento di aver partecipato a musical, in grandi teatri in cui viene tutto amplificato, mentre per fare prosa puoi usare teatri anche più piccoli, in cui sei a più stretto contatto con il pubblico, e devi utilizzare un linguaggio diverso. In Italia spesso per allestire celebri musical stranieri si traducono, ma, dato che esistono bravissimi professionisti, vorrei che osassero di più e che creassero prodotti originali, come ha fatto Cocciante con Il gobbo di Notre Dame, che è una meraviglia! Anche Piparo quando ha portato Jesus Christ Superstar in inglese ha svolto un ottimo lavoro, se cambi le parole traducendole in italiano infatti cambia la musicalità e il prodotto diviene mediocre. Spesso i produttori però dicono che scrivendo opere nuove il prodotto non è vendibile, ma così limiti le capacità artistiche.”  

Un altro aspetto che Muniz apprezza dell’Italia è il rapporto con il pubblico: “Il pubblico cambia da regione a regione, da città a città, da serata a serata, - conclude - e il bello del teatro è proprio scoprire nuovi posti meravigliosi, e recitare nei teatri storici, che sono patrimonio culturale dell’Italia. Mentre a Londra o a Broadway è la gente che si muove per andare nei grandi teatri, nel vostro paese, in ogni paesino esiste un teatro storico, così si viaggia e, a volte, le tournée sono massacranti, ma sono un modo per conoscere e scoprire tanti bellissimi posti. Ora sono contento di debuttare il 31 gennaio al Teatro San Babila di Milano”. Ar. C.

 

 


giovedì 19 gennaio 2017

Edy Angellillo:" Anna, un personaggio che amo"

Edy Angelillo è Anna, madre apprensiva di un adolescente in L'amore migliora la vita di Angelo Longoni, una commedia ironica sul tema dell'omosessualità, ma anche sull'ipocrisia e sulla difficoltà di essere genitori. In scena al Teatro San Babila fino al 22 gennaio 2017

 



"Sono felice di recitare in teatro a Milano - racconta Edy Angelillo - fino a vent'anni ho vissuto a Milano, poi mi sono trasferita a Roma per dedicarmi a tempo pieno al cinema, alla televisione e al teatro".
Edy si prepara nel camerino del Teatro San Babila
Tra i suoi numerosi film figurano infatti Ratataplan diretta da Maurizio Nichetti, In viaggio con papà, con la regia di Alberto Sordi, La bruttina stagionata diretto da Anna Di Francisca, e, tra le fiction, due stagioni di Un medico in famiglia, le miniserie tv di Rai Uno, Madri in cui ha conosciuto il regista Angelo Longoni. Ora viene diretta da Angelo Longoni, anche autore del testo L'amore migliora la vita  in scena fino al 22 gennaio e dice: "Conosco Angelo da molti anni e avevo recitato in un suo atto unico ora è la prima volta che mi dirige: Longoni ti lascia libero, ti ascolta, è un bravissimo regista. Come autore  introduce nei suoi testi un cinismo, una cattiveria, ma  anche una forte umanità e i personaggi sono molto veri.
 

Il mio personaggio è Anna, una gattamorta, molto carina attaccatissima al figlio, la classica casalinga frustata ma che nasconde molti scheletri nell'armadio; tutti i personaggi della commedia sono ipocriti, cinici anche terrificanti,  nascondono qualcosa ma sono veri, sono umani. Io mi sono innamorata di questo personaggio, a volte mi fa orrore, ma ha delle batture molto divertenti. Quindi mi diverto molto ad interpretarlo e il pubblico si diverte molto.  Il teatro è la mia casa, è il mio sposo, il cinema  e la televisione sono amici, amanti, ci sono e non ci sono, infatti sul set  lavori in modo più frettoloso, poi c'è il montaggio, inizi dalla fine poi fai una parte iniziale e spesso non riconosci il prodotto finito. In teatro hai una lavoro di almeno un mese di preparazione, mentre sul set tutto è più veloce e, spesso, non conosci i tuoi compagni se non nel momento in cui devi girare la tua parte.  Mentre in teatro vivi con la compagnia, siamo una famiglia come quella immaginata da Longoni nella nostra commedia che vi aspetta al Teatro San Babila!" Ar.C.






mercoledì 18 gennaio 2017

Gli attori di "L'amore migliora la vita" presentano i loro personaggi

Nelle video interviste al Teatro San Babila di Milano, gli attori di L'amore migliora la vita, una commedia ironica, drammatica e divertente, scritta e diretta da Angelo Longoni, i protagonisti raccontano i loro personaggi, cliccate sul link  azzurro:

                                                        

Ettore Bassi è Franco: il portavoce dell'idee dell'autore

Giorgio Borghetti è Marco: un papà che vi sorprenderà

Edy Angelillo è Anna: una mamma che nasconde scheletri nell'armadio

Eleonora Ivone è Silvia: mamma intraprendente



martedì 10 gennaio 2017

Ettore Bassi dalla tv, al cinema al teatro a Milano debutta con un testo contro l’ipocrisia

Dal 17 al 22 gennaio al Teatro San Babila di Milano Ettore Bassi, Edy Angelillo, Eleonora Ivone, Giorgio Borghetti sono i protagonisti di L’amore migliora la vita, testo e regia di Angelo Longoni.


Ettore Bassi, attore di cinema, televisione e teatro racconta come è nato L’amore migliora la vita da un’idea di Angelo Longoni: “Longoni voleva parlare dell’ipocrisia contrariamente a quanto si voglia immaginare infatti il tema principale dello spettacolo non è l’omosessualità che diviene il pretesto per denunciare come oggi siamo presi da un perbenismo piccolo borghese finalizzato a mantenere inalterato il decoro personale di fronte agli altri. Due coppie di genitori infatti parlano dei figli omosessuali, senza chiedersi come mai non sono mai stati in grado di ascoltare i loro figli durante la loro crescita emotiva. I genitori si preoccupano solo delle conseguenze del fatto che i due ragazzi, diventati da poco maggiorenni, vogliano ora vivere apertamente il loro amore.
L’unico è proprio il mio personaggio, Franco, che è portatore del pensiero dell’autore e mette in scena il suo pensiero, anche se attraverso l’escamotage della scrittura scenica Longoni lo fa apparire antipatico, burbero, cinico, irruento: utilizza infatti un forte sarcasmo nel constatare come gli altri tre genitori non vedano la sostanza della situazione ma si preoccupino solo di salvare le apparenze. Un testo quindi che farà riflettere gli spettatori.”
Ettore Bassi spiega come cambia il modo di recitare a seconda del mezzo che si utilizza quando si recita in teatro rispetto a quando si recita in televisione o al cinema: “ sono aspetti diversi di un’unica medaglia: a teatro si vive con il corpo in modo diverso, infatti si prova una  tensione più fisica, più diretta,  la voce deve essere più possente perché deve arrivare fino alle ultime file, mentre, quando si recita davanti a una macchina da presa, bisogna prestare attenzione a ogni singola espressione, infatti sullo schermo cinematografico, per esempio, gli occhi appaiono come in una gigantografia, quindi bisogna mostrare una emozione che li percorra. In teatro devi fare apparire le emozioni con il movimento di tutto il corpo e con l’espressività della voce. Ora sono molto eccitato di recitare davanti al pubblico del Teatro San Babila di Milano, un pubblico molto ricettivo, molto attento e sensibile.”
Ettore Bassi ha interpretato molti personaggi e deve la sua popolarità a Carabinieri ma confida: “ho amato molto il personaggio di San Francesco in Francesco e Chiara, è stata una esperienza profonda, inoltre ho costruito totalmente il mio personaggio nel film Giuseppe Moscati - L'amore che guarisce, al fianco di Giuseppe Fiorello. Uno che avrei voluto avesse maggior risonanza è stato il pediatra, tenero e romantico, di Nati ieri, una serie tv, del 2007/2008: per prepararmi a tale ruolo ho svolto un tirocinio in ospedale, ho assistito, in incognita, ad alcuni parti, mi sono preso cura dei neonati e ho fatto i turni di notte in ospedale. Ora sarò un magistrato in La porta rossa, che andrà in onda a fine febbraio sulla Rai, ed è la prima serie paranormale della tv nazionale, con un fantasma che indaga sulla propria morte e una ragazzina con poteri mediatici. La porta rossa è una di quelle serie che si potrebbero vedere all’estero, non sono esterofilo, ma attualmente il livello della fiction è più alto e i paesi stranieri ci stanno insegnando come girare le fiction. Spero quindi sia seguita subito dalla prima puntata, ma intanto vi aspetto a teatro.” Ar.C.