Dal 31
gennaio al 5 febbraio, al Teatro San Babila, debutta Cuori scatenati, la nuova commedia di Diego Ruiz, attore e
drammaturgo, esperto nel mettere in scena complicati e divertenti rapporti di
coppia. Fra i protagonisti, Francesca Nunzi, Diego Ruiz, Maria Lauria e Sergio
Muniz che si racconta.
Sergio Muniz, diventato noto in Italia nella seconda edizione de L’isola dei Famosi nel 2004, e, dopo aver recitato in diverse fiction e al cinema, si dedica da tempo al teatro, sia nei musical, tra cui Full Monty - il musical, diretto da Massimo Piparo, sia in prosa (come recentemente Tr3s, regia di Chiara Noschese e Arsenico e vecchi merletti, regia di Giancarlo Marinelli).

Sergio Muniz racconta che, quando ha conosciuto il divertente
teatro scritto e interpretato da Diego Ruiz,
ha deciso di lavorare con lui: “il mio produttore mi ha messo in contatto con
Ruiz e, quando ho visto come lavora, anche senza leggere il testo della nuova
commedia, che mi ha proposto, ho accettato,
avendo capito come domina e conosce bene i meccanismi del teatro. Ruiz scrive
commedie politically correct, senza
battute volgari e senza parolacce, non esprime una morale, ma mette in luce le
esperienze umane e i rapporti di coppia attorno ai quali si muove il meccanismo
comico, e poi porta il pubblico a riflettere
divertendosi.”
Muniz, che si è esibito anche nei musical, prosegue: “io
sono un attore, ma mi piace anche cantare, ho già inciso due cd, e perciò sono
contento di aver partecipato a musical, in grandi teatri in cui viene tutto amplificato,
mentre per fare prosa puoi usare teatri anche più piccoli, in cui sei a più
stretto contatto con il pubblico, e devi utilizzare un linguaggio diverso. In
Italia spesso per allestire celebri musical stranieri si traducono, ma, dato
che esistono bravissimi professionisti, vorrei che osassero di più e che
creassero prodotti originali, come ha fatto Cocciante con Il gobbo di Notre Dame, che è una meraviglia! Anche Piparo quando
ha portato Jesus Christ Superstar in
inglese ha svolto un ottimo lavoro, se cambi le parole traducendole in italiano
infatti cambia la musicalità e il prodotto diviene mediocre. Spesso i
produttori però dicono che scrivendo opere nuove il prodotto non è vendibile,
ma così limiti le capacità artistiche.”
Un altro aspetto che Muniz apprezza dell’Italia è il
rapporto con il pubblico: “Il pubblico cambia da regione a regione, da città a
città, da serata a serata, - conclude - e il bello del teatro è proprio scoprire
nuovi posti meravigliosi, e recitare nei teatri storici, che sono patrimonio
culturale dell’Italia. Mentre a Londra o a Broadway è la gente che si muove per
andare nei grandi teatri, nel vostro paese, in ogni paesino esiste un teatro
storico, così si viaggia e, a volte, le tournée sono massacranti, ma sono un
modo per conoscere e scoprire tanti bellissimi posti. Ora sono contento di
debuttare il 31 gennaio al Teatro San Babila di Milano”. Ar. C.