Corrado
Tedeschi: dal teatro alla televisione e viceversa
In scena al Teatro San Babila di Milano dall’11 al 20
marzo, l’attore e conduttore televisivo Corrado
Tedeschi in Volpone di Ben Jonson, con
la regia di Cristiano Roccamo, una divertente commedia degli equivoci di
ispirazione plautina, tesa a denunciare i malcostumi della società.
«Mi ha molto colpito l’attualità di un testo scritto
all’inizio del 1600 che denuncia l’avidità delle persone che per denaro sono
disposte a tutto, a vendere la propria moglie o a comprarla - dice Corrado Tedeschi - Il mio personaggio, Volpone, con l’aiuto del suo
servo Mosca (Mimmo Padrone) finge di essere in punto di morte, così molti, i
suoi probabili futuri eredi, si precipitano a portargli doni per ingraziarselo,
ma sperando che muoia presto per ereditare i suoi beni. Arrivano così Voltore (Jacopo
Costantini), Corbaccio (Mauro Eusti) e Corvino (Massimo Boncompagni) tra loro tramano
per avere la meglio gli uni sugli altri. I riferimenti alla cupidigia dei nostri
giorni sono moltissimi, così io alla fine dello spettacolo, mi intrattengo con
il pubblico e dico “avete visto che gente misera nel 1600: avvocati che fanno
condannare uomini ingiustamente, uomini che comprano e vendono donne, per fortuna
oggi non ci sono più queste miserie!” Il pubblico ride e, divertendosi, si
sofferma a riflettere su come cambino i tempi, ma i vizi degli uomini siano sempre
gli stessi!»
Corrado Tedeschi, oltre che alla televisione, si
dedica con passione al teatro, suo grande interesse da quando ha iniziato la
sua carriera nello spettacolo, all’accademia del Teatro Stabile di Genova. Spesso
recita in teatro come nel recente monologo L’uomo
che amava le donne, mentre ora con Volpone
recita in una commedia da lui definita “corale”. Prosegue Tedeschi a sottolineare
come il teatro sia sempre stato importante nella sua vita: «Mi piace alternare
tv e teatro; ho sostenuto il mio primo provino davanti al grande Luigi
Squarzina allo Stabile di Genova, con il rischiosissimo monologo di Marcantonio,
(dal Giulio Cesare di Shakespeare): me lo ha fatto ripetere due o tre volte, e
poi mi ha scritturato. La televisione soprattutto mi ha dato tanta popolarità e
quando chi mi riconosce, viene a vedermi a teatro, mi rende contento perché sono
canali comunicanti. Amo il pubblico di
Milano e sono stato tante volte al Teatro San Babila e ora con la nuova gestione di ragazzi bravissimi, sono sicuro che tornerà
allo splendore del passato. Ar.C.
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