Max Pisu è "il rompiballe " di Veber

Max Pisu è in scena al Teatro San Babila dal 21 al 26 maggio
2019, insieme a Claudio Batta, e con Lucia Marinsalta, Claudio Moneta, Roberta
Petrozzi e Giorgio Verduci in Il rompiballe di Francis Veber.
Gli attori, diretti da Marco Rampoldi, con la scenografia
ideata e realizzata da Marco Rossi e Mattia Bardoni, con i costumi di Francesca
Faini divertiranno il pubblico con le avventure di un “rompiballe”, un
fotografo depresso e con tendenze suicide, interpretato appunto da Pisu, che
manda a monte gli intenti omicidi di un killer (Claudio Batta), ingaggiato
dalla malavita per eliminare un politico, piazzandosi in una camera d’albergo. Attraverso il divertente meccanismo della
commedia degli equivoci i due (fotografo e killer) si trovano in stanze
contigue e si intralciano a vicenda, dando vita a una commedia di puro
divertimento, con una girandola di personaggi che entrano ed escono e con colpi
di scena.
Max Pisu, attore e cabarettista e noto attore comico di Zelig con il
personaggio di Tarciso, interpreta ora il “rompiballe” e afferma: «Pignon è il
rompiballe, si avvicina molto a me, perché è ridicolo in un modo cicino alla
mia vena comica, combina casini ed è malinconico, cinico e mi trovo bene in
questi panni. Il regista mi Marco Rampoldi mi conosce e mi dirige nel comico da
tempo, quindi ha pensato che questo personaggio potesse andare bene per me;
insieme abbiamo già fatto La cantatrice
calva e ci siamo capiti subito, così in alcune scene mi ha lasciato carta
bianca.

Dopo aver recitato in tanti monologhi, mi piace dedicarmi
alle commedie in cui cambia il meccanismo comico: rispetto al cabaret, in cui
sei solo e al centro della scena, nella commedia a volte sei spalla, a volte
sei protagonista. Quando torno a Milano gioco in casa, il pubblico mi conosce e
mi viene a vedere aspettandosi un certo tipo di teatro da me. In Il rompiballe anche noi attori ci divertiamo
molto, siamo gli infatti un bel gruppo affiatato. Spesso faccio lunghe tournée
e ritengo importante per gli attori recarsi anche in piccoli centri, in cui
scopro teatri bellissimi e in cui si lavora bene e ci sono molti abbonati; il ruolo dell’attore è anche quello di piacere
a tutti e diffondere il teatro.
Oggi i nuovi compici hanno più difficoltà, rispetto a noi,
che negli anni Ottanta e Novanta lavoravamo nei locali e così, facendo la
gavetta, abbiamo potuto avere successo in televisione con trasmissioni come
Zelig. Oggi i giovani seguono meno il cabaret e si divertono in modi diversi rispetto
a qualche anno fa, le abitudini stanno cambiando. Mentre la commedia è un
genere che ha sempre successo, quindi vi aspetto a Milano, al San Babila con il
mio divertente Rompiballe.» Ar. C.
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